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Quando la disabilità diventa specialità....

Con Opes le discipline sportive aprono le porte ai cani
diversamente abili.

Cani portatori di handicap e sport: un accostamento possibile?

Sì, cercando di andare oltre la disabilità per valorizzare altre specialità nascoste.

Il progetto dedicato ai Cani Specialmente Abili nasce dall’idea che un’educazione all’attività motoria possa contribuire in maniera determinante alla crescita dell’animale disabile e del suo conduttore, e che quindi il binomio, dopo un’adeguata preparazione, nel rispetto delle attitudini e dei limiti fisici del cane e, soprattutto, del suo benessere psico-fisico, possa intraprendere un avviamento allo sport e partecipare alle gare.

All’interno di alcuni campionati OPES sarà prevista, sempre previa valutazione caso per caso del singolo soggetto, la possibilità di partecipazione per cani portatori di handicap alle gare di alcune discipline cinotecniche.
L’obiettivo prioritario è quello di sostenere, attraverso un adeguato percorso di supporto, l’autonomia, la socializzazione e la partecipazione attiva alla vita quotidiana, nonché sportiva, di cani affetti da disabilità, finalizzate alla loro integrazione sociale e alla promozione di uno stile di vita sano e appagante.
Il progetto mira a sostenere e incrementare l’inclusione di cani diversamente abili allo sport e punta ad aumentare, qualitativamente e quantitativamente, in una dimensione emotiva positiva e gratificante, le esperienze motorie e di coordinamento del cane per consentire il passaggio dalle abilità “generali” a quelle “specifiche”.
L’insegnamento della corretta comunicazione e del giusto approccio alle attività sportive, in sinergia con la realizzazione di attività e servizi strutturati, programmi individualizzati, percorsi formativi e azioni didattiche, puntano a promuovere l’incremento delle adozioni di cani portatori di handicap, a dare assistenza concreta alle famiglie adottanti e a esaltare le specifiche qualità naturali del soggetto, in modo tale che possa trasformare il proprio handicap in un punto di forza.

BENESSERE IN PRIMA LINEA

A seconda della normativa di ogni specifica disciplina, saranno ammessi all’attività e/o alle gare cani sordi, ipovedenti, ciechi, sordociechi, tripodi oppure muniti di carrellino, previa valutazione fatta caso per caso.
Verrà data massima priorità al loro benessere psico-fisico. I cani diversamente abili potranno accedere alle discipline per le quali è consentita la loro partecipazione, purché non mostrino segni di dolore o disagio.
Per poter accedere alla gare, il cane dovrà fornire un certificato veterinario di buona salute che attesti che il soggetto può partecipare a quello specifico tipo di attività, e dovrà avere un grado di preparazione adeguato sia fisico che psicologico, che dovrà essere sottoscritto dal preparatore tecnico, tenendo conto del tipo di handicap e del temperamento del soggetto.
Durante lo svolgimento delle prove i conduttori potranno utilizzare segnali vocali, gestuali o tattili, a seconda della tipologia di disabilità, da comunicare in fase di iscrizione alla gara.
Le attività sportive verranno integrate da progettualità individualizzate volte a creare dei momenti di divulgazione, sensibilizzazione e aggregazione sociale per le persone, con lo scopo di poter fare col proprio cane disabile un’attività ludico-sportiva e ricreativa, esaltandone le caratteristiche collaborative, valorizzando e approfondendo la relazione tra la persona e il suo animale attraverso momenti di divertimento, accrescendo le competenze del cane e le sue capacità sociali.
I percorsi educativi proposti favoriranno la crescita della relazione del binomio al fine di una convivenza responsabile e soddisfacente.
Ogni progetto sarà studiato in relazione allo specifico sistema famiglia, rispettando le caratteristiche e propensioni di ognuno, con lo scopo di insegnare al proprietario la comunicazione più chiara ed efficace attraverso l’utilizzo del corpo, i comandi basilari adattati alla tipologia di handicap, l’utilizzo degli strumenti di lavoro e, successivamente, le tecniche di conduzione necessarie ad affrontare poi un percorso sportivo. Saranno costruite le basi per relazionarsi col proprio cane, comprenderne eventuali problematiche fisiche o comportamentali ed esaltarne le specifiche qualità naturali.
Verranno organizzati anche stages, eventi e manifestazioni ed Open Day rivolti agli educatori, agli operatori di canile, ai proprietari e agli adottanti di cani diversamente abili dove sarà possibile conoscere il progetto a loro rivolto, con tutte le attività proposte dal dipartimento e dal centro cinofilo ospitante.
Verrà istituito un albo dove verranno inseriti tutti i centri cinofili ed i relativi tecnici formati che aderiscono al progetto.

UN CORSO PER TECNICI CINOFILI

Con l’obiettivo di formare tecnici che abbiano le competenze di seguire e preparare questi cani all’attività sportiva, nasce anche un corso per diventare Tecnici per Cani Specialmente Abili.
Il programma delle lezioni è stato interamente studiato e progettato da un team di istruttori, educatori e formatori cinofili professionisti, specializzati nella riabilitazione comportamentale e nel lavoro con i cani diversamente abili: Roberta Colombo (responsabile del progetto), Denise Santesso (specializzata nella riabilitazione comportamentale in piscina), Clio Frigni e Davide Pisani
(esperti nella comunicazione non verbale), Christian Repossi (qualificato nel lavoro coi cuccioli) ed infine Manuela Pintore (oltre che cinofila, consulente della relazione felina).
Il corso avrà come obiettivo quello di fornire ai partecipanti le competenze teorico-pratiche finalizzate alla formazione e qualificazione della figura del Tecnico specializzato nel lavoro con cani portatori di handicap. Verranno forniti agli allievi tutti gli strumenti necessari per:
• comprendere la comunicazione, il comportamento, le eventuali problematiche fisiche o comportamentali relative ad un cane con disabilità, in modo da esaltarne le specifiche qualità naturali e svilupparne la capacità di apprendimento;
• far vivere al meglio ad un cane disabile la permanenza in strutture di accoglienza, favorirne l’adozione e l’inserimento in famiglia;
• migliorare la convivenza del binomio uomo-cane e poter insegnare al proprietario la responsabilizzazione e la conoscenza verso l’animale, al fine di rendere la relazione appagante per entrambi, che sarà il motore di qualsiasi attività svolta con il cane.

Roberta Colombo,

Responsabile Nazionale Dipartimento Cani Specialmente Abili OPES CINOFILIA

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