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Disabilità e lavoro in piscina

La disabilità non deve essere vista come un ostacolo, ma al contrario come una possibilità in più per poter fare tante attività e superare alcuni limiti.

Lavorare in acqua con un cane non vedente, non udente, sordo/cieco o con problemi neurologici è un enorme privilegio. Questo elemento neutro che crea un ambiente diverso da quello abituale spinge l’animale a mettere in atto strategie e comportamenti più funzionali che a terra.

Il lavoro in piscina è un motore in più, una forza che si aggiunge alle immense capacità di questi cani.

Un soggetto non vedente o sordo/cieco ha come riferimento la persona che lo accudisce, questa fiducia traslata in piscina porta l’animale a seguire il proprietario, a ragionare, superare la paura e organizzare il movimento delle zampe per arrivare ad un uso corretto dell’energia con maggiore resistenza. La prima conseguenza positiva di questo processo cognitivo è la concentrazione nella percezione di sé e della figura umana, degli spazi occupati e del tempo di spostamento. Il cane impara a sentire il corpo della persona ed a leggerne i messaggi inviati e viceversa. La comunicazione diventa più limpida, più comprensibile, si trova una strada sola per due linguaggi differenti. Per un animale disabile diventa di fondamentale importanza il saper fare, gli garantisce una maggiore autonomia, anche se dipenderà sempre dal proprietario avrà comunque quel valore aggiunto che lo saprà indirizzare verso una gestione più serena, una minor paura verso il non conosciuto, una volontà di collaborazione con la persona. Tutto questo deriva dal lavoro in acqua costante e nel tempo, che in parte è soggettivo ed in parte è quello necessario per un reale apprendimento.
Per un cane sordo/cieco la comunicazione posturale e la sensazione tattile assumono un’importanza ancora più forte per poter vivere. In acqua la sensazione di totale avvolgimento aiuta anche i soggetti più chiusi, paurosi o refrattari al contatto. Il movimento e il potersi affidare alla persona percepita attraverso la giusta manipolazione permette loro di rilassarsi e diminuire lo stato ansioso che di solito li accompagna. Imparano a gestire l’emotività ed avere risposte più corrette nelle varie situazioni. Questo tipo di attività fa da ponte tra il cane e la persona, aiuta ad avere una visione più vera del proprio compagno a quattro zampe, un’interpretazione più lucida attraverso una comunicazione corretta ed una migliore qualità nella convivenza. Riportando questo lavoro nella quotidianità si può riscontrare una maggior predisposizione del cane a stare vicino anche in passeggiata, ad una maggiore percezione dei movimenti umani ed a sentirsi reciprocamente con il corpo.
Nel cane con problemi neurologici impattanti sul movimento i benefici sono moltissimi a partire dall’acquisizione della consapevolezza della propria forza, del movimento delle zampe. Come per l’essere umano, l’acqua rende più leggeri per questo agevola la risposta ed il rinforzo muscolare. L’animale, nello stesso tempo, acquisisce competenze, sicurezze, risponde a uno stimolo forte ed impara a gestire l’emotività che ne deriva indirizzandola sullo sforzo fisico e sulla ricerca di un maggior benessere.
Questo tipo di attività deve essere costruita parallelamente sia sul soggetto che sul binomio in modo da poter lavorare sia dal punto di vista del cane che della persona ed andare a rinforzare il legame emotivo e comunicativo tra i due. Insieme sapranno superare anche piccole criticità che diventano stimolo per andare avanti e non più un impedimento.
Per tutti i cani con disabilità è importante avere sempre la possibilità di mantenere attivo anche l’aspetto cognitivo, il lavoro in piscina permette un’ottima sollecitazione dei sensi e della metabolizzazione delle informazioni ricevute, portando il cane ad una più veloce elaborazione mentale.

I benefici sono molteplici e si possono riassumere in:

  • Fisici (maggiore consapevolezza delle proprie capacità, rinforzo muscolare, conoscenza dei propri limiti corporali, maggiore accettazione della manipolazione)
  • Mentali (apertura mentale, ragionamento, maggior uso dei sensi attivi)
  • Comportamentali (maggiore sicurezza, riduzione stereotipie, riduzione stati ansiosi, maggior autonomia, gestione dell’emotività, maggiore fiducia nella persona)

Ogni cane può spingersi oltre i propri limiti o quelli imposti dall’uomo involontariamente se gli diamo la possibilità di farlo e se apriamo le nostre menti a guardare un passo avanti la loro disabilità. Non si può dimenticare che esista, ma si può farne un punto di forza per migliorare la loro qualità della vita attraverso attività volte ad un progresso cognitivo, comportamentale e muscolare.

Denise Santesso
Coordinatore Riabilitazione in acqua

Dipartimento Etico Specialmente Abili Opes Cinofilia

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