fbpx
CANI DA ASSISTENZA NELLA STORIA

Quando e come il cane è diventato un aiutante per le persone con disabilità?

È necessario risalire al primo secolo d.C. per trovare le prime tracce di animali da assistenza: è in mezzo alle rovine della città romana di Ercolano che è stato ritrovato un affresco che ci mostra un cieco guidato dal suo cane.

Il primo esperimento formale di addestramento di un cane per guidare una persona non vedente risale al 1750, nell’ospedale parigino “Quinze-Vingt” specializzato in oftalmologia. Qualche decennio dopo, un ipovedente austriaco tenta l’esperimento con il suo cane, uno Spitz, alla morte di questo compagno il suo lavoro prosegue con un barbone.

Nel 1819 il fondatore dell’Istituto per ciechi di Vienna, Johann Wilhelm Klein, pubblicò uno dei primi manuali di addestramento per cani guida in cui raccomandava l’uso di barboni e pastori e l’utilizzo di una speciale imbracatura che fungesse da supporto per il non vedente.

Molti altri aneddoti evocano la presenza di animali negli approcci terapeutici, in particolare cavalli e uccelli. Nel 1867, a Benfield (Germania), un’associazione per persone epilettiche decise di offrire programmi di cura alternativi: ippoterapia, ma anche attività con altri animali, cani compresi.

Dopo la prima guerra mondiale furono le infermiere del “Pawling Army Air Force Convalescent Hospital” di New York ad intuire come la presenza dei cani potesse essere di ausilio per i soggetti che presentavano disturbi post traumatici.

È sempre in seguito alla Grande Guerra, in Germania, che il cane guida assume gradualmente la sua connotazione contemporanea. A causa degli effetti dei gas con cui i soldati venivano in contatto in maniera continuativa e prolungata nel tempo, migliaia di essi persero per sempre la vista, la storia narra che Gerhard Stalling, presidente dell’associazione tedesca dei paramedici e proprietario di un pastore tedesco, fece aspettare un paziente cieco con il suo cane. Quando il dottore tornò dalle sue commissioni scoprì che il suo fedele compagno aveva assunto un comportamento di protezione nei confronti del giovane.

Gerhard Stalling aveva, durante il conflitto, addestrato alcuni collie a trovare soldati feriti, a segnalare e consegnare messaggi ed anche ad altri compiti che potevano risultare utili in quei frangenti e difficoltosi da portare a termine per un essere umano. Fu proprio l’osservazione dei comportamenti del suo cane nei confronti del paziente che lo spinse ad affidare all’associazione una nuova missione: insegnare a questi cani da guerra, ormai inattivi, a guidare i veterani ciechi. Dopo un decennio di attività promossa dalla prima scuola di addestramento aperta ad Oldenburg il programma si interruppe.

“L’Associazione per pastori tedeschi” a Potsdam aprì la seconda scuola per cani guida nel mondo, era il 1926.

Più o meno nello stesso periodo una filantropa americana, Dorothy Harrison Eustis, allevatrice residente in Svizzera che addestrava cani per l’esercito svizzero venne a conoscenza dell’esistenza della scuola di Potsdam e decide di recarsi sul posto per osservare le tecniche di educazione.

In un suo articolo pubblicato dal Saturday Evening Post, nell’ottobre 1927, descrive l’esperienza, ponendo l’accento in particolare sulla passeggiata urbana con una persona non vedente guidata dal suo cane. La sua conclusione assume dei toni a dir poco entusiastici osservando quanto il cane riesce ad aumentare l’autonomia del suo compagno umano.

In seguito a questo articolo un ragazzo di 19 anni, Morris Frank, le scrive dal Tennessee per chiederle come procurarsi un cane guida. Nel 1928 Frank si reca in Svizzera e torna con Buddy. Da qui nasce una collaborazione che porterà, nel 1929, Dorothy Harrison Eustis e Morris Frank a fondare la prima scuola americana per cani guida: “The Seeing Eye” apre i battenti a Nashville, nel Tennessee.

Da quel momento in poi il concetto di cane guida si diffonde lentamente, ma inesorabilmente, in altri paesi.

Nel 1928 “La Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi” apre i battenti a Ginevra, in Svizzera.

In Gran Bretagna, nel 1931, quattro cani guida vengono dati ai veterani della prima guerra mondiale e la “Guide Dog Association for the Blind” viene fondata pochi anni dopo, nel 1933.

Nel 1957 l’iniziativa dei cani guida viene rilevata e portata avanti da Kenichi Shioya fino al 1967, data in cui viene fondata la “Japanese Guide Dog Association”.

Parallelamente a tutte queste iniziative, che pian piano si espanderanno in tutto il globo, Boris Levinson, psichiatra americano, osserva per caso nel 1953 l’influenza positiva del proprio cane su un giovane paziente autistico e muto: lasciato inavvertitamente in ufficio il suo cane interagisce con il bambino che reagisce positivamente e, a seguito di questo primo scambio, il bambino richiede costantemente la presenza del cane. Questo è l’inizio di quella che verrà inizialmente chiamata “pet therapy”. L’influenza di Boris Levinson sarà estremamente importante per l’evoluzione delle attività assistite dagli animali.

In Francia il movimento del cane guida è lanciato da Paul Corteville, un operaio tessile di Roubaix. Durante un periodo di vacanza nel 1951 Paul stringe amicizia con una persona ipovedente, appassionato di cani aveva sentito parlare di esperienze di cani guida negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Germania. Dopo un anno di studi e sperimentazioni Paul Corteville addestra, nel 1952, il suo amico Dickie, il primo cane guida francese.

Successivamente, dedicando tutte le sue risorse personali e il suo tempo libero a questa causa, fonda nel 1958 l’Associazione dei cani guida per ciechi di Roubaix. Nel 1972, grazie a una raccolta di donazioni degli abitanti di Parigi, Paul Corteville apre la Scuola di cani guida per ciechi di Wasquehal. Parallelamente nasce la Federazione Nazionale dei Club e delle Scuole di Guide Cinofile per Ciechi che diventerà la Federazione Francese delle Associazioni dei Cani Guida (FFAC). Altre undici scuole apriranno nei decenni successivi.

Lo stesso anno, in Spagna, il signor Picornell, dopo un breve soggiorno in una scuola di guida per cani nel Regno Unito, apre il primo centro di addestramento per cani guida spagnoli a Sant Joan (Maiorca).

Mentre molte scuole di guida per cani sorsero in tutto il mondo occidentale, nel 1975 Bonita Bergin, dottoressa in psicologia, decise di educare il primo cane da assistenza per persone con disabilità motoria. All’inizio si rivolge alle scuole per cani guida, ma scopre che le competenze che lei cercava per i suoi cani non esistono e le scuole stesse, essendo ormai sovraccariche di richieste, si stanno lentamente specializzando diversificando le loro attività. Bonita persevera e sviluppa il proprio programma educativo, fondando l’associazione “Canine Companions for Independence”. È con Bonita Bergin che Marie-Claude Lebret si formerà per creare “Handi’chiens” nel 1989 in Francia.

Dopo innumerevoli riunioni ed incontri tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, nel 1988 viene creata la Federazione Internazionale dei Cani Guida: dal suo avvio riunisce 25 scuole, divenute 90 nel 2018.

Elaine Smith, un’infermiera americana che esercita in Gran Bretagna, osserva i benefici della presenza degli animali sui pazienti. Tornata negli Stati Uniti nel 1976, crea “Therapy Dogs International” con l’intento di diffondere la “pet therapy”. Diversamente da quanto suggerisce il suo nome, l’associazione opererà solo sul territorio degli Stati Uniti. Altre associazioni che mirano a regolarizzare gli operatori del settore verranno create negli anni 90 e 2010. Si segnala in particolare “l’Associazione Internazionale delle Organizzazioni di Interazione Animale Umano” (IAHAIO) fondata nel 1992 e “l’Animal Assisted Activities International” (AAII) nel 2013.

Nel 1977, Roy G. Kabat, un ex showman specializzato in animali esotici, viene contattato dall’American Humane Association: una donna con problemi di udito aveva un cane che aveva gradualmente imparato a segnalare i rumori della casa. Quando il suo animale domestico muore, si rende conto della dipendenza che si era venuta a creare con le capacità del suo cane, per tale motivo sta cercando qualcuno che possa insegnare a un cane ciò di cui ha bisogno. “L’American Humane Association” decide di provare l’esperimento con Roy G. Kabat. Fonda “Dogs for the Deaf”, che poi diventerà “Dogs for Better Lives”.

Attraverso i Lions club l’iniziativa prosegue in Australia con gli “Australian Lions Hearing Dogs” fondati nel 1980. Come la loro controparte americana, i cugini britannici, gli ”Hearing Dogs for the Deaf”, iniziano da soli l’esperimento nel 1982. Il concetto di cane da assistenza si sta così gradualmente facendo largo nelle coscienze di altri popoli, penetrando in altri paesi come ad esempio Svizzera e Spagna.

Le varie associazioni americane si incontreranno in varie conferenze negli anni ’80, riunendo 21 organizzazioni nel 1981, proseguendo con una crescita continua. Nel 1987 decisero di formalizzare il loro sindacato sotto il nome di “Assistance Dogs International” (ADI).

Nel 1981, Éric Saint-Pierre crea la Fondazione MIRA in Quebec. Inizialmente focalizzato sulla disabilità visiva, diversificherà rapidamente le sue attività con nuove specializzazioni, alcune innovative, che compaiono negli anni ’90, tra cui l’abbinamento dei cani da assistenza ai bambini. L’iniziativa verrà portata in Francia dalla “Fondazione Fréderic Gaillanne”, organizzazione no-profit, nel 2014 fornendo cani a bambini ipovedenti e cani da assistenza a bambini autistici. È l’unica organizzazione al mondo ad accoppiare cani d’assistenza a bambini ipovedenti sotto i sei anni.

Nel 1996 la madre canadese di un bambino autistico di tre anni sente la reale e crescente necessità di avere un cane da supporto per aiutare suo figlio. Viene creata un’associazione canadese, National Service Dogs, per soddisfare questa richiesta: il primo cane da assistenza per autismo per un bambino viene consegnato nel 1997.

Altro aspetto del mondo dei “Service Dogs” viene rappresentato dai primi cani per disturbo da stress post-traumatico che pare siano stati abbinati a veterani americani e canadesi negli anni ’90, in seguito ai conflitti in Iraq. Tali soggetti sembrerebbero essere stati formati da associazioni cinofile per portatori di handicap motori e iniziative individuali di ex militari. Da allora molte organizzazioni si sono concentrate su questa specialità.

Nel 1999, Mark Ruefenacht, un diabetico di tipo I, ha un’esperienza cruciale con Benton, un cane guida in addestramento. Mentre è in viaggio il suo livello di zucchero nel sangue diminuisce. Il cane adotta un atteggiamento incoerente con i suoi comportamenti normali e questo lo avverte di un problema prima che perda conoscenza. Questo incidente gli dà l’idea che i cani guida potrebbero essere educati a rilevare episodi di ipoglicemia nei diabetici.

Nel 2004 “Dogs4Diabetics” viene creato in California e viene abbinato il primo cane allerta. In Francia “ACADIA”, creata nel 2015 da Arnaud Bertrand, è la prima associazione che educa i cani in allerta per i diabetici.

Nei primi anni del 2010, “4 paws 4 abilities”, un’altra associazione americana, ha iniziato ad abbinare cani specificamente istruiti a bambini con sindrome fetale alcolica (FAS) o nello spettro dei disturbi feto-alcolici (FASD). L’addestramento è molto vicino a quello dei cani guida per il disturbo dello spettro autistico.

Fondata nel 2000, la controparte europea di ADI, l’“Assistance Dogs Europe (ADEu)” riunisce 13 scuole con varie specialità. Nel 2007 ADI modifica i suoi statuti per integrare ADEu e creare una filiale nordamericana per i suoi membri.

Oggi ci sono dozzine di scuole in Nord America e anche in Europa, soprattutto da quando l’Europa dell’Est ha aderito al movimento dopo la caduta del muro di Berlino. Anche l’Asia ha alcune iniziative, così come l’America Latina. Il continente africano ha una sola scuola in Sud Africa.

Anche l’Italia fa la sua parte con almeno due grandi scuole di cani guida per ciechi e altrettante che si occupano di cani da assistenza per persone con disabilità motorie, cani da supporto per persone nello spettro autistico e cani da allerta diabete.

La speranza è che tutte le professionalità che operano all’interno di queste associazioni (e mi riferisco principalmente all’Italia), possano essere quanto prima regolarizzate, creando un albo riconosciuto per far si che il livello qualitativo rimanga sempre di alto livello, per poter aiutare quante più persone in difficoltà attraverso la preparazione dei nostri fedeli amici a quattro zampe.

Andrea Zenobi, referente nazionale dipartimento Cani da assistenza Opes Cinofilia

sitografia:

www.canidea.fr

www.assistancedoginternational.org

www.cosmodoggyland.com

www.pawsitivityservicedogs.com

X