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CAMILLA: DAL CANILE ALLA MEDAGLIA D’ORO

Non esistono limiti di età o razza, la storia di Maria e Camilla testimonia che tutto è possibile e la magia che porta con sé la Rally-O’.

Camilla arrivò al canile, dove ancora oggi svolgo attività di volontariato, nella tarda estate del 2017 e fui io ad accoglierla.

Camilla non era sola, aveva un suo cucciolo con sé; entrambi erano visibilmente impauriti e confusi. 

Tutt’oggi è difficile per me spiegare l’emozione che ho provato nel vedere gli occhi con cui quella canina mi guardava mentre la mettevo nella gabbia e rimanevo con lei nel tentativo di rassicurarla.

La storia di Camilla e Maria

Camilla e il suo cucciolo, vivevano con una ragazza tossicodipendente.

Lei non li maltrattava, ma molto spesso si dimenticava di portarli fuori e di dare loro da mangiare.

La ragazza era morta di overdose senza che nessuno se ne accorgesse per ben 3 giorni; in quei tre giorni i due cani rimasero a casa, vicino alla ragazza. Della triste storia di Camilla, quello che più mi ha dolorosamente colpito, è il modo in cui fu costretta a rimanere incinta: ad un anno di età, nella fase di calore, la sua padrona, allo scopo di avere dei cuccioli, la gettò in un recinto con uno schnauzer nano. Camilla rimase incinta e partorì cinque cuccioli; uno di loro rimase con Camilla e la sua proprietaria.

Dal momento che è arrivata, tra me e Camilla è scattato subito qualcosa; nei giorni seguenti Camilla accettava il contatto soltanto con me e mi seguiva costantemente, cercando coccole e saltandomi in braccio.

La “zampina” del destino

Inconsciamente sapevo che Camilla sarebbe entrata a far parte della mia famiglia ma razionalmente non potevo prendere la decisione di adottarla, dato che avevo già tre gatti e una cagnolina che detesta i cani

Come succede spesso negli imprevisti belli della vita, è stato il destino a decidere: al canile accaddero una serie di problemi e Camilla doveva essere allontanata per qualche giorno. 

Nessuno dei volontari aveva la possibilità di prenderla per il cosiddetto “stallo”, e così mi ritrovai io ad offrire ospitalità.

Così, la “zampina” del destino, si rivelò ancora più chiara quando Camilla arrivò a casa mia: Kelly, l’altra cagnolina, non solo l’accettò subito ma in brevissimo tempo la cercava per giocare e per stare insieme. Non avevo più scuse: Camilla sarebbe rimasta con me, anzi con noi!

Da quel giorno siamo diventate inseparabili.

Camilla era totalmente dipendente da me, non voleva che nessun altro la portasse al guinzaglio, al parco non si allontanava mai, aveva sempre i suoi occhi su di me. 

Questo forte attaccamento nei miei confronti in quel periodo mi lusingava, ma presto capii che stavo sbagliando

Non capivo infatti che l’attaccamento nei miei confronti nascondesse una sua insicurezza.  

Sbagliavo anche nella valutazione che facevo di Camilla: la adoravo, ma la ritenevo “poco intelligente”, anche confrontandola con l’altra cagnolina.

Ad esempio, a differenza dell’altra, Camilla non si metteva seduta quando le davo un biscotto. Ritenevo che Camilla ormai fosse troppo grande per imparare qualcosa.

 

Il corso educatore cinofilo

Probabilmente, non avrei compreso i miei errori, se il destino di nuovo non avesse giocato la sua parte.

Per motivi lavorativi, ho deciso di partecipare ad un corso di educatore cinofilo. Il corso mi ha aperto la mente ad un modo totalmente nuovo di considerare il cane in generale, portandomi a modificare il mio rapporto con i miei cani e quelli del canile. 

Attraverso gli strumenti e le tecniche apprese nel corso compresi che fino a quel momento attribuivo alla parola “intelligente” un significato totalmente sbagliato, la poco intelligente in realtà ero io.

Ero io perché non ero in grado di comunicare con Camilla in maniera efficace, e non ero capace di interpretare i suoi comportamenti nel loro giusto significato. 

Con lei ho fatto il percorso di pratica previsto dal corso, e fin da subito rimasi sbalordita nello scoprire come questa cagnolina, apprendesse facilmente e velocemente. Aveva una capacità di attenzione e concentrazione entusiasmanti che fino a poco tempo prima non avrei mai creduto potesse avere.

Nello stesso tempo mi colpì il fatto che più imparava e partecipava a questo percorso con me, più acquistava fiducia in se stessa, modificando visibilmente i suoi comportamenti nei confronti degli altri cani e delle persone; diventava più autonoma nei miei confronti, iniziava ad allontanarsi, e pur tenendomi sempre di vista, iniziava ad esplorare e a godersi la libertà dal guinzaglio.

La Rally-O’

Terminato il corso di educatore cinofilo volevo assolutamente continuare a praticare con entrambe le cagnoline delle attività che ne valorizzassero le attitudini, nel rispetto delle loro caratteristiche.

Per Camilla cercavo un’attività che appagasse la sua alta motivazione all’apprendimento e nello stesso tempo le permettesse di rafforzare ulteriormente autostima e fiducia nelle proprie capacità. Era importante cercare una disciplina che ci permettesse di fare qualcosa insieme io e lei, divertendoci e rafforzando sempre di più il nostro rapporto di fiducia. La Rally Obedience era perfetta!

 

Da poco più di un anno io e Camilla, ci dedichiamo settimanalmente a questa attività.

Mi colpisce la capacità di concentrazione che ha durante lo svolgimento degli esercizi e come abbia piano piano imparato a non farsi distrarre da ciò che le capita intorno. 

Mi commuovo ogni volta nel vedere come sia costantemente attenta a me e quanta fiducia riponga nei miei confronti. 

 

In questi mesi ha fatto notevoli progressi; l’esempio più eclatante è il comando “terra”, conosce perfettamente il gesto di richiesta del comando ma all’inizio non lo faceva se il terreno era freddo, bagnato o presentava parti disconnesse, mentre non aveva problemi su terreni asciutti, caldi e morbidi (ed è stata una fortuna fare l’esame del corso di educatore cinofilo d’estate!) 

 

All’inizio per farle fare “il terra” su un terreno che non era di suo gusto, dovevo praticamente accucciarmi fino al suolo con il premio, ma ciò nonostante, mi fissava e rimaneva ferma come a dire: “io non lo faccio!!”. 

Con esercizio e perseveranza siamo riuscite a ridurre enormemente il gesto del comando, Camilla ha trovato le proprie strategie, e ora se le viene richiesto, fa “il terra” in qualsiasi terreno.

La prima gara

Il 14 novembre 2021 abbiamo partecipato alla nostra prima gara: ero emozionata perché avevamo l’opportunità di mostrare quello che eravamo state capaci di costruire insieme e di dimostrare la nostra sintonia. 

Abbiamo fatto pochissimi errori, e quando abbiamo finito il percorso, se non ci fossero stati il giudice e gli altri partecipanti, sarei sicuramente scoppiata a piangere dalla gioia; come in un film, in un attimo ho rivisto i momenti vissuti con Camilla, e tutti i passi che ci avevano portato fino a quella gara. 

Ed è andata proprio come in un film, con il più bello dei finali possibili: siamo arrivate prime e abbiamo vinto la nostra prima medaglia d’oro. 

La più grande soddisfazione per me, non è però la medaglia d’oro, ma l’aver dato ad una cagnolina adulta proveniente da una situazione di disagio, la possibilità di scoprire veramente se stessa. 

Il nostro percorso di Rally continuerà con l’idea di divertirci e crescere ancora insieme, ma perché no, anche sperando di vincere altre medaglie d’oro!




Articolo di Maria, del Centro Cinofilo DOG’S Livorno

 

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