Molte persone sostengono che il proprio cane sembri naturalmente in sintonia con loro, come se fossero in grado di percepire il loro stato d’animo.

È proprio per rispondere a questa domanda che, nel 2010, Daniel Mills iniziò lo studio (che ho avuto l’opportunità di conoscere) per cercare di capire la base scientifica di questa capacità.
Personalmente, cambia radicalmente la percezione che fino ad allora avevo del cane, uno studio che ancora oggi ritengo un punto di svolta nella sua comprensione.
La ricerca parte da come l’uomo esprime le proprie emozioni e nel farlo, c’è un meccanismo che attua senza rendersene conto: quando esprime emozioni attraverso il viso, non lo fa in modo perfettamente simmetrico.

E cosa significa ?
È stato dimostrato che, osservando il volto di una persona mentre esprime emozioni quali felicità, rabbia, disgusto, sorpresa o paura, queste vengono rappresentate nel nostro viso con differenze tra il lato sinistro e quello destro. Se si creano immagini composte solo da lati sinistri o solo da lati destri del nostro volto, esse risultano molto diverse tra loro.
Questo ha evidenziato quanto le emozioni siano rappresentate in modo più fedele nella parte destra del nostro volto.
E, scoperta delle scoperte, è proprio quella la parte su cui tendiamo a concentrarci. Infatti, quando guardiamo un viso, abbiamo una naturale tendenza a orientare lo sguardo verso sinistra (cioè verso la parte destra del volto della persona che abbiamo davanti). Studi con sistemi di tracciamento oculare hanno dimostrato che, davanti a un volto umano, noi ci comportiamo proprio così: guardiamo la parte destra del volto, quindi i nostri occhi tendono a guardare a sinistra.

A questo punto lo studio si è concentrato sul comprendere se anche i cani utilizzino lo stesso meccanismo per leggere le espressioni umane.
Il presupposto è che tale comportamento sia una caratteristica tipicamente umana… ed è qui che accade la magia.
Per testare questa capacità, sono state mostrate ai cani immagini di volti umani, volti di cani e oggetti inanimati, registrando la direzione dello sguardo tramite una videocamera dedicata.
Così è stato scoperto che, quando i cani osservavano immagini di altri cani o oggetti, il loro sguardo si muoveva in modo casuale tra destra e sinistra; ma quando guardavano volti umani, emergeva uno schema molto preciso. Inizialmente il cane fissava il centro dell’immagine, poi spostava lo sguardo verso sinistra (cioè verso la parte destra del volto umano). In alcuni casi lo faceva in modo ancora più marcato, arrivando persino a mostrare la “sclera” la parte bianca dell’occhio, identificando così chiaramente questa preferenza.
I cani, infatti, non utilizzano lo stesso comportamento nemmeno tra di loro e per quanto ne sappiamo, nessun altro animale ha questo tipo di relazione con il volto umano.

Sviluppare una nuova abilità, ovvero quella di leggere le nostre emozioni ed essere in grado di capire se una persona è arrabbiata o potenzialmente pericolosa, rappresenta un grande vantaggio biologico. Ed è da qui che si potrebbe spiegare il legame così forte tra uomo e cane.
Questa competenza ci porta ad una considerazione ormai ampiamente diffusa nelle neuroscienze : la prima lettura che facciamo dell’altro, nelle relazioni, è immediatamente emotiva. Qualsiasi forma di apprendimento ed insegnamento, se non parte da questa consapevolezza, sarà spesso inefficace.

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