Nedo, il fantasma del box 7

Era invisibile, immobile, irraggiungibile. Oggi non lo è più, grazie al protocollo sul Clicker Training

Nel linguaggio comportamentale lo shutdown è il blocco totale della risposta all’ambiente. Nedo lo manifestava in forma estrema.

Con l’ingresso nel rifugio, dopo anni di randagismo, non c’è stato alcun adattamento. Nessuna richiesta di contatto, nessuna vocalizzazione, nessuna esplorazione. Per mesi ha occupato un singolo punto del box 7, adottando una postura compatta e uno sguardo rivolto al suolo. Un cane che non comunica è un cane che non viene visto. E se non viene notato, in rifugio, rischia l’irrecuperabilità.

IL PUNTO DI ROTTURA E IL SUONO

Con soggetti in shutdown l’approccio tradizionale fallisce, ogni stimolo umano verbale o fisico viene percepito come minaccia. Dovevamo azzerare il canale comunicativo e ricostruirlo su basi neutre, prevedibili, non ansiogene. Quel linguaggio è un click. Secco. Neutro. Senza inflessione. Il Clicker Training lavora così: marca l’istante esatto in cui il cane compie il comportamento giusto. Niente spiegazioni, né ripetizioni. Solo precisione. Con Nedo le sessioni sono durate due-tre minuti, due volte al giorno. Meno stimolo, più precisione. È così che esci dallo shutdown.

LA RIPARTENZA

Il cambiamento non è stato un guaito, una festa, uno scodinzolio. È stato più semplice e più grande: Nedo ha alzato la testa. Quando un cane traumatizzato alza la testa, sta dicendo: posso guardarti senza avere paura. Quando fa un passo, sta dicendo: posso scegliere di avvicinarmi. Dopo settimane, Nedo ha iniziato a fare entrambe le cose.

IL METODO

Il protocollo applicato a Nedo è stato costruito su quattro fasi operative:

1. CARICAMENTO DEL CLICKER

Nei primi incontri il click non ha richiesto nulla. Ogni emissione del suono è stata seguita da un rinforzo alimentare ad alto valore, a distanza di sicurezza. Obiettivo: creare un’associazione automatica click = risorsa positiva, senza alcuna pressione sociale.

2. SHAPING DEL MOVIMENTO

Nessun comando verbale, né richiesta diretta. Il criterio iniziale era minimo: un millimetro di spostamento verso l’uomo. Il click marcava quell’istante, il rinforzo lo consolidava. Il criterio è stato alzato solo quando Nedo lo proponeva spontaneamente.

3. GESTIONE DELLA DISTANZA

L’operatore non è mai entrato nello spazio di sicurezza di Nedo. È stato Nedo a ridurre la distanza, su iniziativa propria. Il controllo ambientale è rimasto sempre in mano al cane.

4. GENERALIZZAZIONE

Stabilito il contatto visivo e l’avvicinamento, il protocollo è stato ripetuto con operatori diversi e in momenti diversi della giornata, per stabilizzare il comportamento oltre il contesto iniziale.

EFFICACE CON TUTTI I CANI ‘IRRECUPERABILI’

Il caso di Nedo non riguarda solo lui. Riguarda tutti i cani etichettati come ‘irrecuperabili’ perché rispondono al trauma con il ritiro, non con l’aggressione. Il nostro lavoro non è correggere un comportamento, ma è restituire a un cane la possibilità di fare una scelta diversa da quella dettata dalla paura. Quando ciò succede, il cane non torna indietro. Non abbiamo insegnato niente a Nedo. Gli abbiamo restituito la libertà di decidere.

Articolo SCRITTO DA:

LUIGI SCALZONE

Coordinatore per Sud Italia e Isole del dipartimento di clicker training Opes Cinofilia

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