Pet Therapy e Interventi Assistiti con il Cane: un impegno sociale che genera valore

Quando la Pet Therapy diventa responsabilità sociale

La Pet Therapy non è un’attività occasionale.
È un percorso. È metodo. È responsabilità.

Negli ultimi dieci anni, attraverso la sinergia tra OPES Cinofilia e DobreDog, gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) hanno assunto una dimensione strutturata e riconosciuta, sviluppandosi in contesti sanitari, scolastici e socio-assistenziali.

Oltre 73 progetti sociali sono stati realizzati in collaborazione con enti pubblici, istituzioni sanitarie, università, cooperative sociali e realtà del terzo settore, contribuendo a diffondere una cultura cinofila orientata all’inclusione e al benessere.

Non si tratta solo di portare un cane in una struttura.
Si tratta di progettare un intervento, costruire un’équipe, definire obiettivi, monitorare risultati.


Pet Therapy in ambito ospedaliero: umanizzare la cura

Tra le esperienze più significative, i progetti sviluppati nei reparti pediatrici ospedalieri hanno dimostrato quanto la relazione con il cane possa incidere sul clima emotivo del ricovero.

Nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, la Pet Therapy è stata integrata in percorsi strutturati, offrendo ai piccoli pazienti momenti di relazione, gioco e serenità in un contesto complesso.

Anche presso l’Ospedale di Cisanello, nell’unità dedicata a pazienti cerebrolesi, è stato realizzato un intervento individualizzato, a dimostrazione di come gli IAA possano essere adattati a esigenze specifiche e integrate nei percorsi riabilitativi.

L’obiettivo non è sostituire la terapia medica, ma affiancarla sul piano emotivo e relazionale.


Il sostegno delle istituzioni e i progetti finanziati

La credibilità di un progetto sociale si misura nella capacità di costruire partnership solide.

Nel 2018, la Società della Salute ha sostenuto due importanti iniziative: un progetto dedicato a sport e disabilità e la formazione di unità cinofile da assistenza. Un riconoscimento concreto del valore sociale degli interventi.

Il progetto “Cinosport”, finanziato dal Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità, in collaborazione con enti sportivi riconosciuti, ha coinvolto oltre quaranta persone con disabilità in percorsi di attività assistite e sportive.

Queste esperienze testimoniano come la Pet Therapy possa dialogare con politiche sociali, sportive e di inclusione su scala più ampia.


Scuola: educazione, prevenzione e inclusione

La scuola è uno dei contesti in cui la Pet Therapy ha espresso il proprio potenziale educativo.

Il progetto “Insieme a Sei Zampe”, realizzato in collaborazione con la Società della Salute della Regione Toscana, ha coinvolto nove istituti scolastici e oltre 160 bambini e ragazzi in percorsi dedicati alla relazione, all’empatia e alla prevenzione del disagio.

Il progetto “Conoscere il Cane”, sviluppato con la Cooperativa Sociale PAIM, ha interessato cinque scuole dell’infanzia e oltre 250 bambini, lavorando sulla costruzione di una relazione consapevole con l’animale.

In altri istituti scolastici primari e secondari sono stati attivati percorsi di prevenzione del bullismo, educazione emotiva e inclusione.

In aula, il cane non è un ospite: diventa un mediatore capace di favorire ascolto, rispetto e gestione delle emozioni.


Disabilità e percorsi individualizzati

Le collaborazioni con realtà come ANFFAS e centri socio-educativi hanno permesso di sviluppare progetti pluriennali rivolti a persone con disabilità.

In questi contesti, la Pet Therapy diventa uno strumento per stimolare autonomia, comunicazione e relazione. Non è assistenza passiva, ma partecipazione attiva.

Il progetto domiciliare “MiAffido” ha esteso l’intervento direttamente nelle case, adattando il lavoro alle esigenze della persona e della famiglia.

Inclusione significa presenza continua, non intervento sporadico.


Prima infanzia e terza età: relazione lungo tutto l’arco della vita

Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, i progetti di Pet Therapy hanno coinvolto centinaia di bambini in percorsi di mesi, lavorando su emozioni, rispetto e relazione.

Nelle case di riposo e nei centri diurni per anziani, le attività hanno favorito stimolazione cognitiva, memoria e socialità, contribuendo a contrastare isolamento e fragilità.

La relazione con il cane attraversa le età della vita, adattandosi ai bisogni.


Formazione: la base della qualità

Un progetto sociale serio nasce dalla formazione.

Negli anni sono stati formati 373 operatori Pet Therapy e 930 tra educatori e istruttori cinofili, creando una rete professionale attiva su tutto il territorio nazionale.

La qualità degli Interventi Assistiti con gli Animali è il primo elemento di tutela per le persone coinvolte e per il benessere dell’animale.


Sostenere la Pet Therapy significa sostenere le persone

Ogni progetto raccontato non è solo un’attività svolta.
È una relazione costruita. È una famiglia sostenuta. È una comunità che cresce.

Per continuare a sviluppare progetti di Pet Therapy, inclusione e assistenza sociale, è fondamentale il supporto della comunità.


Destina il tuo 5×1000 a OPES – Comitato Provinciale Livorno

Scegliere di destinare il 5×1000 a OPES significa contribuire a:

  • mantenere attivi i progetti di Pet Therapy
  • formare nuove unità cinofile da assistenza
  • sostenere percorsi educativi e inclusivi
  • portare gli interventi in nuove strutture

Firmare non costa nulla.
Ma può generare un impatto reale.

Inserisci il codice fiscale di OPES nella tua dichiarazione dei redditi e sostieni concretamente lo sviluppo della Pet Therapy sul territorio nazionale.